In questa pagina ho raccolto tutto quello che credo ci sia da sapere su di me. Non è un contenuto ‘utile’, ma penso serva a creare un contesto per quanto scriverò in futuro.

Chi vuole soddisfare una curiosità in particolare, può usare le scorciatoie. Ho diviso il testo in diverse sezioni: viaggi, lavorostudi, letture, scrittura, musica, filosofia di vita, tatuaggi.

viaggi

A 22 anni ho comprato una bicicletta, Alfonso, e ho fatto il giro della Lombardia in solitaria e senza soldi. Ci ho scritto qualche parola su. Prima di allora, non avevo mai viaggiato da sola. 

Nel 2016 ho rifiutato il ‘posto fisso’ e ho deciso di vivere in viaggio. 

Per prima cosa, ho girato un po’ l’Europa: Grecia, Romania, Germania, Danimarca, Regno Unito e Irlanda. Ho capito che potevo farcela, che quella vita mi piaceva e che appartenevo a una specie diversa rispetto alle persone che conoscevo.

Nel 2018 sono andata in Thailandia per tenere un workshop sulla scrittura per il web insieme a due colleghe. È stato il mio primo viaggio extraeuropeo. Ne ho approfittato per visitare anche Cambogia e Vietnam.

Ho paura di volare, ma lo faccio.

Il primo viaggio on the road è stata la Grecia. Ho visitato il Peloponneso, l’Attica e la Grecia centrale. La cultura ellenica è da sempre un’ossessione per me: mi sono emozionata in ogni tappa (Atene, Micene, Epidauro, Olimpia, Nafplio, Delfi…).

Torno in Grecia quasi ogni anno, ad Atene e/o sulle isole. Ogni volta cerco di visitarne una diversa. Per ora sono stata a Zante, Milos, Santorini, Creta, Rodi, Sifnos e Milos.

Il posto in cui ho mangiato meglio è, probabilmente, l’Andalusia. Quello in cui ho mangiato peggio, sicuramente l’Inghilterra. 

La cosa più schifosa mai assaggiata è stato il durian, in Thailandia. Quella più buona, un pesce appena pescato in una caletta a Sifnos.

Giro della Lombardia in bicicletta
Vivere in Romania
Halong Bay, crociera

lavoro

Di mestiere, scrivo e correggo libri. 

Nel 2017 ho fondato Scripta, la mia agenzia di scrittura e servizi editoriali: aiuto le persone a raccontare storie straordinarie. Di vita, di business, di viaggio. 

Dal 2020 insegno quello che so ad aspiranti correttori di bozze, editor e scrittori su commissione freelance. Spero di contribuire al benessere del settore, formando professionisti seri e capaci di vivere l’editoria in un modo nuovo.

Gestisco Edigho, una community gratuita, la prima (e l’unica) dedicata agli aspiranti professionisti editoriali. I membri del gruppo sono più di 2400, i corsisti oltre 400.

studi

Quando ero alle medie, tutti pensavano che avrei fatto il Classico. Mi sarebbe piaciuto, forse. In terza media, però, la mia professoressa di italiano disse a mia madre che non ero adatta allo studio. Se proprio volevo continuare, che mi iscrivessi a un istituto professionale.

Ho frequentato il liceo Socio Psico Pedagogico. Sono stati anni felici, ma non ho imparato molto. 

Mi venne voglia di studiare teatro. Mi trasferii a Torino e mi iscrissi al DAMS. Torino mi faceva sentire triste, il DAMS mi faceva sentire immobile. Mi dissi che non mi sarebbe servita una laurea per lavorare in teatro e tornai a casa. 

Pensai a cosa avrei voluto imparare. Pensai ai libri che mi rendevano più felice. Erano quelli che parlavano di viaggi, di scoperte, di avventure, di esplorazioni, di intrighi, di cambiamento.

Mi iscrissi a Storia.

Imparai molto, superai gli esami senza difficoltà e poi mi ritirai. Avevo iniziato a lavorare, persi la borsa di studio per scadenza dei termini e decisi che avrei ripreso più avanti. Non lo feci mai, ma ogni giorno studio e mi informo.

Credo che frequentare l’Università possa essere un’esperienza meravigliosa. Non lo è stata per me, e sono orgogliosa di quello che ho costruito.

Un giorno, se vorrò, mi laureerò in Storia. 

Lo farò per me.

Liceo Pedagogico
Maddalena Mariani teatro

letture

Il mio primo ricordo ‘letterario’ è legato a Ventimila leghe sotto i mari. Probabilmente non fu il mio primo romanzo, ma di certo è tra quelle pagine che ho trovato la mia ragione di vita.

Le prime letture sono state impegnative: a dodici anni mi sono imposta di leggere tutti i grandi classici entro la maggiore età. Non ci sono riuscita, naturalmente. 

Amo in particolar modo la letteratura russa dell’800 e dei primi del 900. Il mio scrittore preferito è, immagino, Dostoevskij. Il mio romanzo preferito, però, è Il maestro e Margherita.

Non ho un genere preferito: leggo di tutto, tranne romanzi rosa, YA, fantasy spinto e cose troppo cruente (il mio massimo in fatto di delitti è Agatha Christie). 

Quando si parla di narrativa di viaggio, ho un solo Dio: si chiama Bill, Bill Bryson.

Per quanto riguarda la non-fiction, invece, non ho limiti: dalle biografie dei personaggi storici ai racconti di viaggio, dai testi di filosofia e antropologia alle inchieste. Leggo tanti saggi che parlano di marketing, editoria, scrittura, comunicazione, grammatica, linguistica… parole.

Ho i gusti letterari di una vecchia signora un po’ snob.

scrittura

Mi piace scrivere, ma preferisco leggere. Per un periodo della mia vita, immagino di aver desiderato diventare una romanziera: in realtà, scrivevo lettere d’amore. O pipponi.

Non ho mai tenuto un diario né ho mai pubblicato in modo costante su un blog. Come detto, preferisco leggere. O pensare.

Una cosa che amo fare, però, è scrivere monologhi per il teatro. Storia buffa: è grazie alla vendita di un mio testo che ottenni il primo lavoro editoriale.

Celeste, un monologo scritto diversi anni fa, è l’unico scritto (personale) di cui vado sinceramente orgogliosa. Lo presentai a qualche concorso, mi selezionarono ma non ci andai. Non ricordo il motivo.

Nonostante tutto, però, ho una predisposizione. Quando devo scrivere per gli altri, me la cavo piuttosto bene. Scrivo dai 3 ai 6 libri su commissione all’anno, esclusivamente di non-fiction.

Non scriverei mai un romanzo su commissione. Probabilmente, non scriverei mai un romanzo.

Penso di aver scritto, ad oggi, almeno una quindicina di libri su commissione. Ne ho editati altri 40, circa. Alcuni sono stati letti da molte persone. Credo di essere un’ottima editor e una brava ghostwriter. Non mi definirò mai ‘scrittrice’.

musica

Ascolto di tutto, senza vergogna (tranne la techno). Conosco e amo, sopra ogni altra cosa, il rock anni ’70. Mi dispiace non avere vissuto quegli anni, mi dispiace non aver visto quei concerti. 

Il mio gruppo preferito sono i Led Zeppelin. Seguono gli AC/DC, i Fleetwood Mac e gli ABBA.

Il mio rimpianto più grande è quello di non aver mai visto Tina Turner sul palco. Nello specifico, avrei voluto essere al concerto di Barcellona dell’estate del ’90 (sarei nata pochi mesi dopo).

Ammiro il talento e il fascino di Blondie, Cher, Stevie Nicks, Patti Smith, Mina, Nina Simone, Cyndi Lauper, Ornella Vanoni, Annie Lennox. Quando ascolto queste donne cantare, mi sento invincibile e sicura.

Suono la chitarra, acustica (benino) ed elettrica (maluccio). Voglio imparare a suonare la batteria (almeno la tab di Toxicity), il basso (almeno il riff di Money) e il sax (almeno l’intro di Your love is king). 

Da ragazzina facevo parte di una band. Ero la voce e la seconda chitarra. Non mi sono mai esibita in pubblico e mai lo farò. Mi piacerebbe tornare a suonare e cantare con qualcuno, però.

Chitarra acustica
Chitarra elettrica

filosofia di vita

Se voglio realizzare qualcosa (un sogno, un’idea), ci provo. Non amo chi si lamenta della propria condizione, ma poi non fa nulla per migliorarla. Ci sono molte cose che vorrei cambiare di me e della mia vita: se non ho ancora agito in proposito, è solo colpa mia.

Credo che sia nostro dovere cercare di essere felici. 

Credo che alcune persone siano più fortunate di altre.

Quando sono in viaggio, riesco ad essere la versione migliore di me e a vivere come vorrei vivere sempre: senza farmi troppe domande su quello che succederà, senza farmi troppi problemi su quello che potrebbe succedere. 

Libera. Indipendente. Rilassata.

Sono convinta che la curiosità sia il motore del mondo.

Non amo i gesti plateali, le scenate, la volgarità gratuita, i giudizi affrettati, i pregiudizi, l’arroganza, l’ipocrisia. Detesto il razzismo, in ogni sua forma.

In quanto essere umano, amo le diversità. Oppure me ne frego. 

Cerco di vedere sempre il bicchiere mezzo pieno, ma non posso definirmi una ‘positiva’. Cerco di prendere la vita come viene, ma non posso definirmi una fatalista. Cerco di non riempirmi il cervello e lo spazio di cose inutili, ma non posso definirmi una minimalista.

Mi piace la gente onesta. Faccio del mio meglio per essere onesta.

tatuaggi

Non mi sono mai immaginata tatuata e non mi sono mai interessata all’argomento. Ho tre tatuaggi, neri, e probabilmente ne farò altri. Neri. 

Il 27 giugno del 2017, a Milano, mi sono fatta tatuare l’autografo di Tina Turner sul braccio sinistro. Mi fa sentire felice e forte. 

Un mese dopo è arrivata un’ancora, sul mio anulare destro. È un simbolo banale, abusato. Ed è pure un po’ storta. Mi ricorda il mare, la mia città imperfetta. Mi fa sentire a casa.

Il 9 aprile del 2018, ad Hanoi, un artista vietnamita ha disegnato a mano libera una foresta di foglie sul mio braccio destro. Mi fa sentire in pace.

Maddalena Mariani tatuaggio

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