Istruzioni per diventare fascisti frasi

Istruzioni per diventare fascisti, Michela Murgia

Istruzioni per diventare fascisti, Michela Murgia

Opinione complessiva

E se fossimo tutti un po’ fascisti? Se anche dentro al nostro cuore si nascondesse un po’ di nero, di intolleranza? Michela Murgia è capace di ben altre profondità, e a tratti ho trovato il testo banale e fastidioso. Forse perché i riferimenti sono fin troppo chiari, forse perché avrei sperato in una riflessione più profonda da una persona che stimo. Operazione di marketing riuscita, sicuramente (lo capiamo già dal titolo e dalle discussioni che sollevò alla pubblicazione). Ciò che ho salvato – e sottolineato – sono i riferimenti alle parole. Perché la politica nasce da qui: dalle scelte fatte in materia di comunicazione.

Le mie note

“Quelle che seguono sono quindi istruzioni di metodo e in particolare istruzioni di linguaggio, l’infrastruttura culturale piú manipolabile che abbiamo. Perché mai uno dovrebbe rovesciare le istituzioni se per ottenerne il controllo gli basta cambiare di segno a una parola e metterla sulla bocca di tutti? Le parole generano comportamenti e chi controlla le parole controlla i comportamenti.”

“Scendere nel merito di queste idee non è produttivo: se si agisce sul metodo, invece, le cose verranno da sé. Poiché infatti in politica metodo e contenuto coincidono, il metodo fascista ha il potere della trasmutazione alchemica: se applicato senza preclusione ideologica trasforma in fascista chiunque lo faccia proprio, perché – come direbbe Forrest Gump – fascista è chi il fascista fa.”

“Una volta educato il popolo a riconoscersi in un capo, il secondo passaggio è mantenere il consenso attraverso una comunicazione efficace e il piú possibile banale. Banale, avete capito bene.”

“Se l’ostacolo che la contemporaneità mette allo sviluppo del fascismo è che adesso tutti – non solo il capo – hanno un modo per far sentire la propria voce, forse la soluzione piú fascista è proprio farli parlare. Ma sempre, però. Tutti. Contemporaneamente. Su tutto. Senza la minima gerarchia di autorevolezza tra opinioni.”

“Perché è proprio il fatto che lo facciano tutti a rendere la voce di ciascuno indistinguibile dalle altre e in definitiva ininfluente.”

“Occorre minare ogni principio di autorevolezza tra i pareri, dunque, affinché vero e falso non siano piú distinguibili in base a chi li afferma, ma per farlo sarà essenziale demolire le figure pubbliche che hanno un’autorità morale o scientifica, cioè quelli che pensano di saperne piú degli altri.”

“Non esiste una sola società al mondo dove i popoli preferiscano il congiuntivo.”

Della stessa autrice

SAGGISTICA

  • Viaggio in Sardegna. Undici percorsi nell’isola che non si vede, Einaudi, 2008
  • Ave Mary. E la chiesa inventò la donna, Einaudi, 2011
  • L’ho uccisa perché l’amavo (falso!), con Loredana Lipperini, Laterza, 2013
  • Futuro interiore, Einaudi, 2016
  • Persone che devi conoscere, Messaggero di Sant’Antonio, 2018
  • L’inferno è una buona memoria. Visioni da «Le nebbie di Avalon» di Marion Zimmer Bradley, Marsilio, 2018
  • Istruzioni per diventare fascisti, Einaudi, 2018
  • Stai Zitta, e altre nove frasi che non vorremmo sentire più, Einaudi, 2021

NARRATIVA

  • Il mondo deve sapere. Romanzo tragicomico di una telefonista precaria, Isbn, 2006
  • Accabadora, Einaudi, 2009
  • L’incontro, Corriere della Sera, 2011
  • Chirú, Einaudi, 2015
  • Noi siamo tempesta, Salani, 2019
  • Morgana. Storie di ragazze che tua madre non approverebbe, con Chiara Tagliaferri, Mondadori, 2019

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